martedì 29 dicembre 2009

Rolling Stones' Guitars - Fender Telecaster Rosewood


Per i primi due shows del Tattoo Tour del 1981 Keith utilizzò un paio di Les Paul Jr alla ricerca di un suono più corposo e caldo per canzoni quali Let's Spend the Night Together, Let Me Go e Black Limousine; verso metà tour optò per questa Rosewood Telecaster, del 1971, suonata con entrambi i pickups on per LSTNT e Waiting on a Friend.
Sempre nell’ambito del tour americano del ’81 gli Stones parteciparono in massa ad uno show di Muddy Waters al Checkerboard Lounge di Chicago: Richards, chiamato sul palco, si esibisce appunto con questa chitarra.
Ed è proprio questa chitarra che Keith definì “being too heavy" sul suo sito web.
Queste chitarre sono quantomeno strane: molto belle ma altrettanto pesanti, suonano più come Les Paul con un P-90 che come una Tele standard, hanno più sustain sebbene non sia questo che si ricerca in una Tele.

venerdì 18 dicembre 2009

Keith Richards, born Dec. 18th 1943


God loves Keith Richards. He sent us down the greatest, longest living rockstar there will ever be. Made him immune to death. Gave him excellent haircuts and great clothes. Blessed him with the gift of the riff, to spread long and far.
C’mon, Jesus didn’t get half of that.
I mean, fuck… imagine a world where Keith Richards had never been born?
Rock’n’roll would still be wearing matching suits if it wasn’t for this guy. We wouldn’t have got the New York Dolls, so we wouldn’t have got Ramones, so we wouldn’t have got punk, so we wouldn’t have got independent, industrial or alternative dance music, so we wouldn’t have got nu metal, so we wouldn’t have emo… Er, come to think of it maybe the matching suits aren’t such a bad idea? Matching suits or matching haircuts? I digress…
Understand one thing, if you play in a band who have an edge you are influenced by Keith Richards and the Stones, whether you know it or not.
Keef’s mark on modern music is criminally ignored in favour of The Beatles. To me there’s no comparison. Apart from the sheer amount of music put out by The Stones (okay, some of it patchy, but come on, listen to some of crap that The Beatles put out in their relatively few years… “We all live in a Yellow Submarine”? They didn’t, no one does). The Beatles were great largely due to the talents of George Martin. The Stones are great because of Keith Richards.
And still they continue to reign due, solely, to the motor-force that is Keef.
The great man would say that it’s Charlie Watts who keeps the Stones rolling, but Keef’s humility is only highlighted by humble comments like this. Charlie plays to Keef. The Stones play to Keef. He is the equivalent of having a Sun.
If he ever died (God forbid, shit… the world would plunge into utter darkness) we would THEN celebrate his incredible achievements, his legendary life, his influential style in both presentation and music and we would also realise what it is to truly miss a great rock’n’roll hero, for the very first time. Miss him like the passing of our own mother. Lennon’s death would be minuscule by comparison.
It makes me fucking sick to my stomach that ‘journalists’ can deride the Stones longevity without instant dismissal and blacklisting. It should be law.
Like Jesus, Keef is beyond criticism. He has passed beyond the realm of judgment into the area of legend. Untouchable and justified. A living icon who still makes music for the music, not the money.
The same bullshit is spewed every time the Stones tour (”they’re making a billion each from the merchandise alone”), does anyone actually think that this man makes music because of a fucking paycheck? Shame on you.
The Stones have worked harder and for longer than any of us could possibly conceive. They deserve every damn brick of every damn house that they own.
A world without Keef would be a world where fantasy is one dangerous step closer to extinction and mortality a daily paranoia. Rock stars wouldn’t smoke, drink or take ANY chances anymore, opting for a dull, if financially rewarding career. How would it be if we could peer into the future and see exactly how pedestrian a world of music would be in the hands of healthfreaks? Ugh…
He’s seen ‘em come and he’s seen ‘em go. Many have wanted to be Keef, all have failed and most are dead.
I love Keith Richards with all my heart. We all do. God loves him. Well, God loves us all… but he’s only got one poster on his wall.

di ginger da classicrock

giovedì 17 dicembre 2009

Fender Stratocaster '62 Fiesta Red - Xmas Sale!





Bella eh? E' una Fender Stratocaster Reissue '62, giapponese, del 1993, sedici anni di chitarra, perfetta, piccoli segni dovuti all'età, suona che è 'na crema!
Voglio che vada a star bene, consuma e costa poco!
Let's Have a Rock'n Roll Xmas!

martedì 15 dicembre 2009

Honky Tonk Women


honky tonk women è la canzone che mi fa (s)ballare di più. conquista di diritto il mio podio personale. la metto in quel gruppo di stones evergreens che mi dimostrano come il cuore della band non sia propriamente jagger e richards ma watts e richards. ok, fu jimmy miller a suonare il campanaccio come sua vera intro ma è l’intreccio fra charlie e keith, quel beat e quel riff che sprigionano la potenza del motore stones, che fanno decollare il pezzo. e non c’è il basso durante i versi… fu il primo singolo con mick taylor e venne incisa in un giorno del giugno 69. nacque come canzone country a la hank williams. quindi entrò in scena ry cooder con i suoi mandolini e le accordature strane. ry mostrò a keith come suonare l’intro. fu tutto quello di cui ebbe bisogno. il resto sono chiacchiere. la parte principale di chitarra è il classico open g di keith, già con il mi basso rimosso. ampli ampeg e una telecaster con ogni probabilità di ry cooder. il riff umano la suona con un misto di unghia e polpastrello, molto raw.
quanto rock’n roll c’è in “I met a gin soaked bar-room queen in memphis”? sesso, vizio, il sud degli states. lo stesso richards riconosce che è una canzone che trascende tutti i generi. un arrangiamento semplice ma tremendamente efficace. stop e double-stop. il resto è groove, feeling. più un paio di fiati R&B ed i testi sboccati di jagger. hoooo-ooooo-ooooonky tonk women … che ritornello, chi l’ammazza? tre minuti scarsi, non butto via un istante.
e la ritengo anche importante come momento chiave perché incisa proprio nel periodo fra l’ ingresso nel gruppo di mick taylor e la morte di brian jones, un voltare pagina nella loro storia, acquisendo un suono che mai più avrebbero mollato. comanda keith richards.

Come diventare un bluesman della Madonna ...



1) cambia ‘sto cazzo di nome!!! se ti chiami che so? carmelo … ma dai!!! howlin’, t-bone, elmore, big bill, questi sono nomi da blues
2) perdi la vista … blind lemon jefferson, blind willie mc tell, blind boy fuller, blind willie johnson confermano che anche se non vedi la tastiera …
3) te lo devi sentire!!! dimenticati pure tapping a due mani, shredding e compagnia bella, il blues non è solo tecnica, you gotta feel it! pionieri del blues come son house non eccellevano in virtuosismi ed avevano tecniche ben poco ortodosse, erano tutto suono e vibrazioni. impara la tua pentatonica blues, metti un disco di bb king e spremi ogni nota fino a farti venire le lacrime agli occhi. e ricorda: if you don’t feel it, don’t play it.
4) smorfie ... se non sembra che stai aspramente lottando per qualcosa, sei sulla strada sbagliata. dai un’occhiata a bb king, gary moore o srv … che facce!
5) stai al fresco … ma non per il freddo, bello, perché sei finito dentro! bluesmen leggendari come leadbelly, bukka white e lightnin’hopkins hanno passato parecchio tempo dietro le sbarre per affinare la loro malata visione del mondo. anche se non vuoi arrivare a uccidere qualcuno, uno scazzo con la fidanzata, un bottiglia di whisky e la vita – è – una – merda – e – morirò – presto come stato mentale possono far scattare la scintilla

Allora sei pronto? “I woke up this morning, my baby was gaaawn …”

Come ottenere il blues sound

1) hai bisogno di un “legno” … muddy waters sembra che iniziò a suonare con un cavo elettrico attaccato alla parete della sua baracca a clarksdale, mississippi. se non vuoi partire così dal principio beh, hai bisogno quantomeno di un qualcosa di più … trasportabile. ti suggerisco una chitarra, tutte vanno bene ma una les paul, una 335 o una telecaster, vuoi mettere?
2) le corde … lascia le corde ultra light ai fighetti, ok? stiamo parlando di blues, eccheccazzo! quindi non pensare neanche a qualsiasi cosa sotto 0.10, più grosse sono le corde più tono avrai. ricorda il sacro graal del blues è il tono!
3) piccoli ampli … in epoca pre-marshall, i bluesmen usavano piccoli ampli a valvole della gibson, della supro, della fender. segui la via e vedrai che sei sulla strada buona
4) incasina l’accordatura … per il vero “mojo” usa accordature aperte. accorda la tua chitarra in open G, D, A e avrai quel delta sound autentico …
5) lo slide … o bottleneck fa parte della scatola dei giochi di ogni bluesmen degno di tale appellativo. di metallo o di vetro con una chitarra accordata aperta, con le corde “alte” sulla tastiera e … vai!

… e soprattutto
Stai sempre in campana, suona si la chitarra ma non dimenticare le donne: ti danno un sacco d’ispirazione e motivi, di gioia e dolore, perfetti per il blues. Let your mojo working

lunedì 14 dicembre 2009

Gibson Les Paul Junior


la gibson les paul junior è una chitarra che ho sempre apprezzato e desiderato, da quando la vidi e sentii suonata da mr. rock’n roll, si lui, keith richards per midnight rambler e it’s only rock’n roll fra le altre, durante il voodoo lounge tour. ma anche da mick jones e da johnny thunders … l’ho cercata, in italia e all’estero, in negozi e sul web, nuova o usata…ho sempre trovato splendide “nonnine” ma dai prezzi esorbitanti. poi sono entrato in contatto con un rivenditore giapponese, un po’ di trattativa ed eccola qua, la “giallina”, una re-issue, made in USA, limited edition for japan import only, corpo (double cut) e manico in mogano, tastiera in palissandro, meccaniche gibson deluxe singole, non il terzetto (che ho già trovato per la sostituzione …), ponte wrap around e il suo cuore pulsante, il p-90. potenziometri gibson e condensatore bumblee bee. monta corde gibson, vintage reissue, 0.10. leggera, poco oltre i 3 kg, molto maneggevole. e suona gran bene, l’accoppiata mogano/palissandro e p-90 è spettacolare: la timbrica calda, rotonda del pickup, regala un suono corposo, molto equilibrato (alti mai troppo acuti, bassi mai troppo profondi) non facendo rimpiangere la mancanza di un pick up al manico. spartana, senza binding e finiture di pregio, proprio come piace a me, ideale per strapazzarla senza paranoie su un palco. quelle che potrebbero sembrare mancanze si rivelano essere le qualità che ho sempre cercato in una chitarra, semplicità e funzionalità. un piccolo capolavoro!

You Are Here - Michael Cooper

Rolling Clones Guitars ...


5 chitarre, 4 telecaster ed una les paul junior, a 5 o 6 corde, modificate ed invecchiate come le chitarre suonate da keith richards. ricerca e scelta dei bodies più simili, dei manici, dei corretti pickup, le meccaniche, le stesse corde ...
five strings, three chords, two fingers, one asshole!

giovedì 10 dicembre 2009

W 650, un'altra ...


da ottonero

sabato 5 dicembre 2009

Going Down South


verso la fine del tour del ’69, dal 2 al 4 dicembre, i Rolling Stones “sparirono” per un breve periodo … fecero base all’holiday inn di sheffield in alabama per dedicarsi ad a una seduta di sessions, su suggerimento di jim dickinson, apprezzato session man dell’area, ai muscle shoals studios, una fattoria semi abbandonata chiamata The Burlap Place, dove già aretha franklin e altre star del giro soul e r&b avevano registrato brani immortali.
secondo jimmy johnson, ingegnere del suono degli studios, verso l’una di notte gli stones iniziavano a girare a palla, davano il loro meglio … prima canzone che fu incisa you gotta move (la sto ascoltando proprio ora) già proposta dal vivo nel corso del tour ma dai soli jagger e richard mentre ora se ne voleva fare una versione con la band tutta … dopo circa 20 take keith sostituì il dobro national con una 12 corde (!!!), bill si sedette al piano elettrico per i bassi, mick II ci mise più melodia e mick cantò storpiando l’accento sudista che aveva sentito dagli annunci all’aeroporto… cibo speziato, whiskey e erba in quantità …
quindi brown sugar … mick spiegò la parte musicale a keith e compose i versi al momento, grande … le prime take mancavano di sporcizia secondo mick “it should be fuckin’dirty” finchè keith prese in mano una gibson sg nera (dove cazzo la tenevi sta chitarra …) che collegata al pulito di un fender twin amp perfettamente si accoppiò alla stratocaster di mick II … il verso hear him whip the women mick lo cantò la prima sera ma la sera seguente cantò You should have seen him … jim dickinson, estasiato dalle liriche di jagger fece presente la cosa a charlie il quale insistette affinchè lo facesse notare a mick … “oh yeah, that’s right” ...
wild horses… avendo stu deciso che gli accordi in minore non avrebbero fatto per lui pianista di boogie già solo dopo essere venuto a conoscenza della chiave musicale, mick decise che sarebbe stato jim il pianista. questi si sedette al piano a muro, dove i boys tenevano inboscata la roba, e suonò una melodia alla Floyd Cramer … mick chiese “ keith, what do you think of the piano?” e keith “God bless him It’s the only thing I like!” …
A sottolineare il clima di semiclandestinità dei nostri, una cameriera in hotel chiese se facevano parte di una band. Bill rispose “Martha Reeves and the Vandellas!”. La ragazza scoppiò il chewing gum e senza battere ciglio servì il piatto della casa ...

mercoledì 2 dicembre 2009